«Avevo un sogno, e ho coinvolto un team di persone che sapevo mi avrebbero aiutato a realizzarlo. Così, abbiamo creato un’azienda non convenzionale che potesse dare nuova vita ai materiali di post-consumo, creando prodotti unici e, naturalmente, belli».
Queste sono le parole della fondatrice di Regensi.
Regensi è una delle tante realtà che operano in economia circolare, cercando di recuperare materiale e materie prime.
L’aspetto che più colpisce è il livello a cui lo fa. Per quel poco che posso vedere e capire io, siamo di fronte ad un approccio 2.0, dove quel che viene creato non vive della bellezza di essere fatto con materiale di recupero ma è fatto con tutti i crismi del prodotto fashon, di alta qualità, del lusso.
I primi approcci con il riutilizzo si sono spesso scontrati con limiti realizzativi che ne hanno condizionato l’aspetto finale, tanto c’era il contenuto a valorizzarli.
Regenesi fa un passo in più, smette di pensare all’economia circolare come autoreferenziale e decide di farla diventare “bella”.
Questo l’aspetto vincente, la volontà di essere oltre e di chiamare fuori l’economia circolare dalla nicchia.
Questa sezione ha lo scopo di presentare aziende che ritengo virtuose ed interessanti, esempi di come le cose possano essere fatte anche senza farle come si è sempre fatto. Se gli interessati desiderano approfondire, modificare o cancellare questo contenuto possono richiederlo a nbertaccini@gmail.com
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