Lo sai o lo supponi
Gestione Aziendale

Lo sai o lo supponi

Lo sai o lo supponi è una frase che ho sentito pronunciare da un dirigente, anni fa. La usava quasi come un mantra, a tratti era quasi fastidioso, durante le riunioni interrompeva per ripetere questa cosa ed era effettivamente indisponente. Però, evidenzia una differenza di conoscenza che spesso diamo per scontati. Sapere e supporre sono due stati diversi, anche se spesso non ci concentriamo sulla differenza. Il dirigente utilizzava quell’espressione per enfatizzare il fatto che quando si esprimeva una posizione bisognava essere certi di quello che si affermava, che era necessaria concretezza e certezza della fonte del proprio pensiero.

Sapere significa contenere conoscenze.

Per diverso tempo ho sposato questa lettura, mi è riecheggiata nella testa questa espressione e la utilizzavo con il fine di concentrarmi sulla realtà, sul fatto che nella mia attività mi dovessi focalizzare su quello che sapevo, che avevo studiato, che avevo la possibilità di argomentare con certezza e rigore. Sapere significa avere a disposizione una conoscenza certificata, supportata da numeri, in genere. Sapere significa contenere conoscenze.

Recentemente mi sono trovato a riprendere in considerazione questa frase, a provare ad analizzarla meglio. E’ un’attività che spesso non porta a nulla ma è un gioco che faccio per stimolare un ragionamento interessante. Prendere in esame slogan ed aforismi e superare la superficie che ci ha attratto può essere interessante.

Quindi ho preso in esame le due attività cui si fa riferimento: sapere e supporre.

Ho mantenuto la loro accezione classica e quindi attribuito al sapere una maggiore concretezza ed adesione con la realtà, sapere è una fotografia che poggia sulla realtà dei fatti, più o meno.

Supporre significa ipotizzare una realtà

Mi sono poi focalizzato sul supporre. Ho quindi ipotizzato che supporre qualcosa avesse più a che fare con un costrutto personale, che poggiasse più su una capacità di costruzione della realtà. Supporre non significa contenere una conoscenza, una realtà, significa ipotizzarne una partendo da alcuni elementi, da minor conoscenza. Certo, supporre implica cercare di essere quanto più possibile possibili, ovvero ipotizzare qualcosa che abbia buone possibilità di essere confermato. Non si suppone che un giorno ci spunteranno delle ali e voleremo, si suppone che un giorno ci sarà la tecnologia per portarci sulla luna da turisti.

Due attività, due scopi da tenere a mente.

Concludendo, è utile attribuire alle due attività due scopi diversi; non sono attività che si escludono, non competono, non sono l’una la versione approssimativa dell’altra, non sono gradi differenti della stessa attività.

Il sapere serve per prendere delle decisioni, per valutare un risultato e guidare in una scelta. Sapere significa conoscere, individuare gli elementi importanti e raccogliere i fattori che devono essere i driver di una decisione, il modo corretto per valutare un risultato. E supporre, cosa serve supporre? Serve ad immaginarsi il futuro, serve a costruire il percorso che vogliamo intraprendere, serve a far immaginare dove vogliamo andare e come arrivarci, ad ipotizzare scenari. Poi, avremo bisogno del sapere per capire se abbiamo correttamente supposto il nostro futuro.

Sapere è determinante per poter procedere centrati e focalizzati ma ci permette solo di analizzare quanto già abbiamo, di conoscere quello che è.

Quando vogliamo immaginare il futuro e vogliamo provare a raggiungerlo dobbiamo imparare a supporre, a farci guidare dalla nostra capacità di avere una visione, un obiettivo.

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