Mi sono da poco imbattuto in questa semplice storiella: “la stessa acqua che quando bolle ammorbidisce la patata, rende sodo l’uovo”. Dovrebbe essere un modo di dire di origine russa ma su questo non ho trovato certezze. Invece, facendo un minimo di verifiche ne ho trovate diverse versioni, alcune con un terzo elemento, il caffé che nell’acqua bollente reagisce diventando buono.
Scegli come reagire
La lettura che ho trovato maggiormente diffusa punta il focus sul nostro dover e poter scegliere il modo migliore per reagire agli eventi. Molti coach interpretano questo scritto con un approccio orientato alla persona, ho letto in diversi articoli che viene utilizzato come spunto per iniziare un percorso personale il cui tema è “scegli come affrontare le avversità”.
L’approccio diffuso è motivazionale, volto a spingere le persone ad adottare strategie vincenti nell’affrontare le situazioni problematiche, gli stessi approcci che ci insegnano a trasformare ogni problema o difficoltà in una risorsa. Mi piacciono questi approcci, sono convinto che sia importante concentrarsi per trasformare il veleno in medicina, come dicono i Buddisti.
E’ importante che ognuno di noi sappia di poter adottare diversi approcci alla realtà e che tutti noi siamo consapevoli che non esiste un solo modo di affrontare i problemi.
Non c’è una reazione sbagliata
Qui però si apre una nuova riflessione, che non ho mai trovato approfondita in relazione alla piccola storiella, e che invece è determinante. Nella stora della patata si parte dall’assunto che ci siano risposte sbagliate (patata che si ammorbidisce e lascia andare) e risposte giuste (uovo che si rinforza o caffé che si esalta). Questo è un passaggio che spesso manca, quando si ragiona delle proprie strategie per affrontare problemi e questioni. Ovvero, quale risultato vogliamo ottenere? Perché non esiste una risposta sbagliata se non sappiamo cosa vogliamo raggiungere, così come non esiste un modus operandi corretto se non sappiamo dove intendiamo andare. La massima originale in realtà è perfetta, non esprime giudizi sull’output, su quello che ogni alimento diventa a contatto con l’acqua. E’ un’assunzione in più, un approfondimento che si trova riportata in certe analisi, in certi contesti. Si specifica che a far bene è l’uovo che diventa sodo.
Ottimizziamo le risorse
Altro passaggio, molto importante, è cercare di capire cosa può servire a noi come manager, imprenditori. Noi dobbiamo sapere che, se presentiamo acqua bollente ai nostri collaboratori, potremmo avere output differenti. Quindi c’è anche il tema di sapere cosa aspettarci e facilitarlo. Se abbiamo un collaboratore patata allora gli affideremo certi compiti, quelli in cui si esaltano le sue capacità.
Non sempre è possibile, non sempre quello che la realtà ci presenta calza perfettamente con quello che abbiamo. Non è detto che per ogni chiodo avremo un martello e per ogni vite un cacciavite. Spesso dobbiamo ottimizzare risorse che non coincidono perfettamente. Questo è il motivo per cui dobbiamo sempre pensare all’obiettivo che ci interessa e alle risorse di cui disponiamo. Utilizzare patate può andare benissimo, purché sappiamo di poterne disporre e sappiamo che stiamo cercando di fare dei gnocchi di patate. Se dobbiamo fare dei gnocchi di patate non ci servirà a nulla l’uovo che diventa sodo in acqua bollente.
Prima la soluzione, poi la strategia
Spesso ci focalizziamo solo sulle nostre o altrui strategie per affrontare i problemi ma non investiamo tempo per capire cosa intendiamo per soluzione. Lasciamo che ognuno metta in campo le proprie abilità e caratteristiche senze premunirci di spiegare in che direzione vorremmo andare. Ecco perché diventa sbagliato ammorbidirsi come la patata, semplicemente perchè non sappiamo cosa vorremmo da lei.
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