Le mie figlie stanno crescendo e si stanno affacciando a quel momento della vita in cui lo sport prevede delle performance. Non è più solo gioco, cominciano ad esserci dei confronti di abilità con i coetanei ed ogni tanto ci soffermiamo e ci confrontiamo sullo sport. Sono sempre loro a farmi domande ad avere curiosità o dubbi. Mi piace farlo perché sono un appassionato e perché ritengo sia un buon modo per spiegare tematiche che vanno oltre lo sport stesso. In più, è un momento in cui mi cercano e passare del tempo con loro è sempre un privilegio.
Ognuna di loro, nella propria disciplina, si è ritrovata a doversi confrontare con una difficoltà tecnica, con qualcosa che non riesce o che riesce in maniera discontinua. Questo le ha portate ad avere un minimo di frustrazione, provare e riprovare senza ottenere subito un risultato è una prova non così banale. Viviamo sempre nella speranza che ci riesca tutto subito, appena ci viene spiegato e quando non capita ci sentiamo frustrati, alcune volte fino all’abbandono. Non è semplice confrontarsi con l’apprendimento, specialmente quando non è immediato.
Quindi, mentre parlavamo di queste cose, ho spiegato loro che forse c’è un preciso numero di volte in cui un esercizio non ci deve riuscire e che più ci alleniamo e prima esauriamo questo numero. Se, ad esempio, dobbiamo sbagliare cento volte a lanciarci la pallina per il servizio nel tennis, più ci alleneremo e prima esauriremo queste centro volte. Ovviamente non è così semplice, è stato semplicemente per cercare di dare il giusto peso all’allemento, all’apprendimento che non può mai essere ridotto ad un apprendimento-bignami.
A cosa serve il talento
Appena abbiamo ragionato su questo è nata un’altra riflessione, questa volta in merito al talento. La sintesi che ne hanno tratto è che il talento ti dice quante volte dovrai sbagliare prima di riuscire a fare una cosa. Tornando all’esempio di prima, il talento è quell’aspetto che determina che a qualcuno serviranno cento lanci di palla mentre ad un altro ne basteranno la metà. Quindi abbiamo parlato di dedizione. La dedizione, abbiamo deciso, ti farà concludere prima gli errori obbligatori necessari prima di riuscire. A noi è piaciuta la conclusione che la dedizione batte il talento. Però abbiamo lasciata aperta un’altra riflessione: forse anche la dedizione è un talento. E, come tale, può essere allenata.
Conoscere e saper fare
Lo sport può sempre aiutarci a mettere a fuoco dei concetti, come l’importanza di apprendere che non è solo la volontà di sapere ma è tutto il processo, fatto di studio o di allenamento o di entrambe le cose. L’apprendimento non si conclude quando conosciamo qualcosa, prevede un impegno successivo. Invece, capita che molti confondano il conoscere un argomento con l’averlo appreso, compreso, capito. Sapere come si fa una cosa e saperla fare sono due aspetti diversi, il percorso che porta dal primo al secondo punto può essere più o meno lungo. L’importante è aver sempre chiaro che le due cose non coincidono.
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