Torniamo ad affrontare il tema delle persone tossiche. Ne ho già scritto qualche mese fa ( https://officinarinnovamento.it/persone-tossiche/ ). Lo scopo resta lo stesso: imparare a riconoscere persone o comportamenti tossici. Non c’è, in questo post, una soluzione, un modo per gestire e superare certe conflittualità. Lo scopo è prenderne coscienza, riconoscere certi comportamenti.
Lascia stare, faccio io.
Ecco, questo è un altro di quegli atteggiamenti tossici. Mi riferisco a chi perde subito la pazienza quando deve trasferire un compito, e sbotta dicendo che fa prima a farlo lui. Il comportamento è tossico sia a livello individuale che ambientale perché mina la serenità dell’ambiente, porta le persone a chiedersi se valga la pena o meno chiedere aiuto. E’ un atteggiamento che sminuisce i colleghi e questo alla lunga avvelena. Nel momento in cui dobbiamo trasferire una competenza o richiedere semplicemente un compito, è necessario sapere che stiamo facendo un investimento. Non solo di competenze, non stiamo solo trasferendo qualcosa che sappiamo fare ad altri, stiamo costruendo un rapporto professionale basato sulla circolarità delle conoscenze e delle competenze. Arroccarsi dietro a “faccio prima a farlo da solo” può essere un futile tentativo di mantenere il controllo di determinati compiti, nell’illusione che questo ci renda importanti. Prendersi il tempo per spiegare, condividere, diffondere è un tempo che tutti dovremmo percepire come prezioso.
Ho già capito.
Un altra tipologia da tenere sott’occhio sono quelli che capiscono prima di ascoltare. Sono quelli che hanno evidenti poteri occulti e possono leggerci nel pensiero, anticipando quello che vogliamo dire, quello che pensiamo. O meglio, sono quelli che capiscono quello che secondo loro dovremmo dire e pensare. Sono fra gli esseri senzienti più fastidiosi perché si pongono male a livello comunicativo e se non stiamo attenti rischiano di essere manipolativi, di indurci col pensiero alle loro conclusioni.
La complicazione sta nel fatto che non si pongono in maniera chiusa, non sono di quelli che non ascoltano, che si negano ad ogni tentativo di confronto. No, quelli che capiscono ancor prima di aver ascoltato sono più subdoli, accettano il confronto, almeno fisicamente sono presenti e possono sembrare ben disposti. Sottolineano anche quanto sia importante confrontarsi apertamente. Poi, quando cominciamo ad argomentare, la loro attenzione si sposta rapidamente da quello che stiamo dicendo noi a quello che hanno in mente loro. Questo è un atteggiamento che si vede non solo quando ci si confronta e, magari, si discute. Si vede anche in contesti insospettabili, ad esempio quando stiamo spiegando un compito od un lavoro.
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