Uno dei temi che mi stanno maggiormente a cuore è la comunicazione. Credo che sia uno degli argomenti maggiormente fraintesi ed abusati. In tutte le aziende la comunicazione è centrale e tutti gli imprenditori ed i manager sono facilitatori, si impegnano affinché dialogo e comunicazione siano parte del sistema di valori dell’organizzazione.
La maggior parte, in realtà, quando parla di comunicazione intende la pubblicità o comunque quello che si fa rivolto verso l’esterno. In realtà uno degli aspetti più importanti è tener monitorato come si sviluppa internamente.
Prima regola: sapere che si possono commettere tanti errori
Vi sono innumerevoli errori che bisogna evitare, uno dei principali deriva proprio dalla natura dell’oggetto: tutti siamo convinti di saperne già abbastanza, tutti abbiamo fatto un paio di letture illuminanti, tutti ci reputiamo ottimi comunicatori. Questo può anche essere vero ma non significa essere in grado di creare una rete comunicativa efficace, all’interno della propria organizzazione.
Le difficoltà, i problemi, i limiti sono spesso bloccanti. La comunicazione è alla base delle relazioni sociali, quindi non troveremo mai una realtà in cui è totalmente bloccata, in cui è azzerata. Però può essere faticosa e può essere un elemento limitante, anziché un facilitatore, un ostacolo anziché un volano.
Tratterò in diversi post il tema, proprio perché gli riconosco un ruolo centrale.
Pensiero circolare
Partiamo già in questo articolo menzionando uno degli ostacoli che più facilmente si incontra, quello del pensiero circolare. Il pensiero circolare è quel pensiero che si alimenta solo internamente, che non si arricchisce con elementi esterni. In alcune organizzazioni può accadere che la comunicazione.
Un esempio per capire quello cui mi riferisco: la religione. Non volgio addentrarmi sul tema della fede, per me la fede è un elemento molto importante nella vita di molti, uno stimolo al miglioramento che non si può ignorare. Quindi il tema non è la fede.
Però un esempio di pensiero circolare è: credo in Dio perché ne parla la Bibbia, credo nella Bibbia perché è la parola di Dio.
Come vedete, questo pensiero non lascia spazi, non è confutabile, si rinforza da solo. Nelle nostre discussioni, nelle nostre riunioni capita più volte di quante pensiamo. Questo è un nemico della comunicazione abbastanza diffuso e difficile da riconoscere. Ci fa perdere la giusta sequenza in cui si determinano pensieri ed opinioni. E’ giusto far sempre una riflessione quando crediamo di difendere posizioni importanti e immutabili.
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