Caffè e Marinai
Questa mattina, mentre bevevo il mio caffè al bar, ho sentito due uomini che parlottavano. Erano vestiti eleganti, potevano essere due manager. Non avevano l’aria degli imprenditori, avevano uno standing più da manager. Ma non ne sono sicuro e non è importante. Stavano parlando di un’azienda, non quella per cui lavorano loro, poteva essere un fornitore o un cliente. Uno dei due ha commentato dicendo più o meno “il bravo marinaio si vede quando il mare è in tempesta”, alludendo al fatto che il management di quell’azienda si trovava ad affrontare una situazione complessa, di difficoltà.
Scorciatoie cognitive
Sono sempre affascinato da tutte le scorciatoie che il nostro cervello usa per rappresentare la realtà, anzi per ridurla. Siano stereotipi, modi di dire, proverbi. Sono tutti strumenti che il cervello crea e utilizza per leggere meglio la realtà, accettando un minimo di possibilità di errore nella rappresentazione. A tal punto che, se vi prendete un attimo per far mente locale, troverete proverbi e modi di dire che si contraddicono.
Ma torniamo alla nostra azienda in acque tempestose. Quello del bravo marinaio che naviga senza problemi ogni mare è un modo di dire che mi sono ritrovato ad utilizzare diverse volte anche io. Come già detto, subisco il fascino di queste scorciatoie e mi piace essere detentore di saperi popolari. Però, andando dal bar verso l’ufficio, ho pensato nel dettaglio a questa espressione. Ed ho concluso che non è veritiera. E’ motivante, perché spinge le persone ad affrontare con energia le avversità ma non è vera. O almeno non è corretta.
Navigare le avversità o prepararsi alle avversità
Mi è venuto in aiuto un podcast che ho ascoltato la scorsa settimana, si chiama febbre a 90 e lo conduce Fabio Caressa. Nella puntata l’ospite era Flavio Tranquillo, giornalista sportivo il cui focus principale è da sempre il basket. Un giornalista che tutti gli appassionati di basket conoscono. E’ iconico, nelle sue telecronache ha creato dei veri e propri modi di dire che fanno parte della storia e della cultura dello sport.
Comunque, parlando di NBA ha fatto riferimento al fatto che la grande capacità di una lega dovrebbe essere quella di cambiare quando non si è necessariamente costretti a farlo. E questa è un’altra cosa su cui tutti concordiamo, cambiare, adattarsi solo davanti alla necessità è un talento, da un lato, ma un grande limite, dall’altro. Le aziende non dovrebbero arrivare nella situazione in cui il contesto esterno le obbliga a cambiare.
Ecco perché ho pensato che il marinaio capace è quello che sfrutta al meglio il mare calmo, che quando ci sono le condizioni fa manutenzioni importanti, controlla le rotte, ottimizza i viaggi e i carichi, prepara gli altri marinai, verifica le risorse disponibili. Insomma, la tempesta è lo stress test che serve per verificare se tutte le altre attività sono stare fatte, se la nave è pronta, se la ciurma è addestrata, se la rotta è giusta. Solo che navigare in acque tranquille può far perdere di vista la giusta prospettiva temporale. Rischiamo di passare dall’ipotizzare futuri estremamente lontani a controllare il minuto che stiamo vivendo, perdendo il giusto focus per la nostra azienda.
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