Delega, ovvero replicare VS raddoppiare
Gestione Aziendale

Delega, ovvero replicare VS raddoppiare

Forse il titolo potrà sembrare fuorviante o quanto meno poco azzeccato, però questo post parla di delega. La delega, il saper delegare è una delle capacità più reclamizzate, un must che ormai dura da oltre un decennio. Non sono così convinto sia diffusamente apprezzata, ma so certamente che gode di un valido ufficio marketing, dato che non esiste manager che non si crucci di lavorare con dedizione ed impegno alla propria capacità di delega. Delegare è uno dei pilastri di ogni programma dimilgioramento delle capacità di leadership, sembra che un piano di sviluppo non possa essere omologato se non compare il concetto di delega.

E’ uno degli obiettivi che rientrano annualmente nelle letterine delle buone intenzioni.

Come fare a delegare

Ma come si fa a delegare, come si fa a lasciar fare ad altri un lavoro che stavamo facendo noi, che ci apparteneva e che, il più delle volte, ci riusciva pure bene, con tutte le conseguenze positive che si porta dietro riusicre bene in un’attività. Lasciamo perdere il perché sia necessario delegare, il concetto è ormai acquisito. A tutti quanti noi è stato chiesto di delegare, a prescindere dal nostro ruolo. A tutti è stato chiesto di (s)mollare un compito per affidarlo ad altri. Lo scopo principe è quello di sollevarci di un’attività. Come si può imparare, come possiamo vincere la resistenza al cedere qualcosa che facciamo?

Metodi ce ne sono tantissimi, c’è una bibliografia sterminata che si occupa di delega e delegare. Rientra fra quelle skill che hanno ispirato metodi, studi, paradigmi. E’ facile trovare materiale con cui confrontarsi. Ovunque. E i consigli sono tutti validi.

Cosa significa delegare

Allora perché questo post? Se esiste così tanto materiale perché scriverne, perché non citare qualcuno di questi metodi? I metodi sono tutti validi, ovviamente, ognuna delle pubblicazioni attorno al tema della delega ha spunti di interesse, chiavi di lettura.

In queste righe volevo porre l’attenzione su due riflessioni che, a mio modo di vedere, dobbiamo sempre tenere a mente, durante il processo che ci porta a delegare una nostra attività.

Il primo è che la delega prevede sempre un controllo, una responsabilità. Un conto è insegnare un’attività e poi lasciarla in gestione ad un collega, un conto è delegarla. Se ci viene richiesto di delegare significa che responsabilità e controllo saranno sempre nostri, anche se non integralmente. Quindi delegare non significa insegnare un mestiere, non significa spiegare a qualcuno come fare qualcosa. la delega può prevedere l’insegnamento di un compito, ma più che altro significa trovare un canale comunicativo con la persona affinché permanga il nostro controllo e la nostra responsabilità. Spesso intendiamo la delega come “ti spiego il mio lavoro così poi lo fai come me”. Sbagliato, potrebbe venirci richiesto di delegare una nostra mansione a qualcuno che è già in grado di svolgerla (addirittura in modo differente da noi) e il nostro compito dovrà concentrarsi su come condividere gli output.

Secondo aspetto, la delega ha lo scopo di raddoppiare il tempo, non di replicare un lavoro. Mi piacerebbe lasciare così la frase, sospesa, pronta per diventare una slide motivazionale. Il succo è che si delega per sostituire nelle nostre mansioni un’attività, sostituirla in genere con almeno altre due: il controllo sulla prima e una nuova mansione che ci verrà sicuramente affidata da qualcuno che dirà “adesso che non ti occupi più di XXX avrai sicuramente il tempo per YYY”.

Il processo della delega serve a questo, a liberare risorse e tempo, non a congestionare le persone. Non importa quale percorso intraprenderete per arrivare a delegare una vostra attività, tenete sempre presente i due assunti. Delegare significa trovare il modo di comunicare e delegare significa sostituire una mansione, non duplicarla su più persone.

Se questo contenuto ti ha incuriosito e vuoi approfondirlo, contattami alla mail nbertaccini@gmail.com

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