Etimologia, formazione e managerialità
Gestione Aziendale

Etimologia, formazione e managerialità

Non sono un esperto di etimologia, mi piacerebbe aver studiato il greco per poter risalire al significato delle parole in autonomia ma non l’ho fatto. Però sono da sempre convinto che la nostra capacità di utilizzare le parole sia quella che ci permette di crescere ed evolvere nel pensiero. Conoscere le parole ci aiuta a comprendere.

Significati simili e significato forte

Ecco perché ogni tanto, quando leggo o ascolto interventi formativi, mi soffermo sui termini che vengono utilizzati e mi chiedo se siano utilizzati nella loro accezione o semplicemente con significati accessori. Molti temini hanno un significato puro ed una serie di altri significati che vengono attribuiti, sono i cosidetti sinonimi. Non occorre specificarlo, non sono un gran fan dei sinonimi, credo che ogni parola abbia un significato forte e vada usata per quello.

Ma torniamo al punto di partenza, l’analisi dei termini che vengono utilizzati in ambito manageriale, formativo. Recentemente ho ascoltato un intervento in cui il relatore alternava i termini costanza e perseveranza. Nel discorso il significato era chiaro ed era molto centrato. A me però è rimasto il dubbio e così sono andato a cercare il significato, quello “forte”, prima di essere stemperato per poter essere usato come similitudine.

Costanza e perseveranza

La costanza è la capacità di essere costanti (ma dai!?), di non essere discontinui. Fa riferimento ad un compito, all’essere continui rispetto a quel compito. Si è costanti con un allenamento, ad esempio. E’ importante per talune attività, specialmente quelle che non hanno grande potere di gratificare, quelle ripetitive, quelle noiose. E’ importante perché ci garantisce di portare avanti un compito.

La perseveranza è la motivazione a mantenere una direzione, superando la difficoltà che dovessero presentarsi, mettendo a frutto le risorse di cui si dispone, sia persone che contesto. L’oggetto della perseveranza non ha una connotazione positiva, non possiamo perseverare a far male, è una forza mentale che ci permette di essere più forti di eventuali difficoltà. Non pertiene tanto il fare quanto la nostra caapcità di andare avanti. Perseverare significa tendere ad un risultato, anche cambiando direzione in corso d’opera.

Dove sono quindi le differenze. Io ho visto una importante differenza rispetto al livello cui ci si riferisce. Si è costanti rispetto ad un’attività, ad un compito e si è perseveranti rispetto ad un obiettivo. Questa differenza può essere annullata ed i due termini possono essere usati come sinonimi. Però ho scoperto che in molti casi, proprio soffermandosi sulle differenze minime dei termini, si possono chiarire dei compiti, degli obiettivi, delle procedure.

Significati e managerialità

A mio avviso, quindi, è sempre importante dedicare tempo al significato di quello che diciamo e che intendiamo, anche partendo dai termini che usiamo e sfruttandoli per essere precisi nel formulare le nostre indicazioni.

Se questo contenuto ti ha incuriosito e vuoi approfondirlo, contattami alla mail nbertaccini@gmail.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

OFRA