False opposizioni
Gestione Aziendale

False opposizioni

Il confronto, la dialettica, le discussioni sono uno degli elementi più importanti per sviluppare un’idea, per concretizzarla. Discutere e condividere sono strumenti cruciali per ogni business. Ecco perché è importante conoscere e sviluppare anche le competenze riconducibili alla comunicazione, perché la riuscita di un progetto dipende anche dalla nostra capacità di condividerlo con il gruppo.

Viviamo il tempo della sintesi, della corsa sfrenata, dove ogni cosa scritta è già vecchia, la comunicazione è sempre più live. Siamo passati da leggere ad ascoltare e guardare video a guardare video in diretta. La rapidità, il tempismo, arrivare primi sono spesso fattori più qualificanti dell’arrivare bene. Ma alla lunga questo approccio rivela dei limiti. Il tempo per ragionare e fermarsi è quello che permette di avere maggiore profondità temporale.

Anche il linguaggio all’interno di riunioni e meeting online ha subito delle modifiche, degli adattamenti. Le riunioni aumentano ma si svuotano. In queste poche righe voglio porre l’accento su uno degli errori che capita spesso di ascoltare durante riunioni di lavoro: le false opposizioni.

Si tratta di una strategia di comunicazione gestita senza la giusta attenzione. Per semplificare, per poter lasciar più tempo alla parte operativa tendiamo a riassumere, sintetizzare. Anche discussioni accese spesso vengono concluse con sintesi estreme. Ricordiamo tutti quando a scuola abbiamo imparato a fare i riassunti, non era affatto facile. Eppure, adesso, facciamo riassunti e sintesi di continuo, senza porci troppi problemi sul fatto che siano corretti oppure no. Le false opposizioni sono quelle situazioni in cui la sintesi si fa così estrema che si mettono le persone davanti a degli elementi solo apaprentementi dicotomici. Bianco o nero, sì o no. Non sempre si può ridurre un ragionamento a questo tipo di scelta ma chi cade in questi errori non si pone il problema. Spesso le false opposizioni nascondono una richiesta a schierarsi, a prendere una posizioni rispetto a chi formula un’ipotesi.

Ricordo un collega che era solito dire, durante le riunioni “se la verità è una sola significa che è falsa”. Cerchiamo di non cadere in eccessi di sintesi, in dinamiche di schieramenti che non sono realmente funzionali alla situazione. Non trasformiamo l’analisi della realtà in una scelta di campo. Nel nostro business, nella nostra attività non dobbiamo fare politica. La politca è il posto dove ci si schiera, spesso a prescindere dai contenuti, dove deve essere preservata l’appartenenza e ci si fa guidare dallo stare con o contro. Nella nostra quotidianità professionale il fine non è l’appartenenza ma fare le scelte migliori. Scelte che molto spesso sono fatte da tante componenti che non si possono mettere in opposizione le une con le altre.

 

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