Si definisce fatica un indebolimento progressivo delle facoltà di resistenza fisiche o spirituali. E’ un aspetto che raramente consideriamo nel prendere in mano le nostre agende professionali. Ci lamentiamo della fatica al lavoro, del fatto che non siamo più lucidi ma difficilmente ci attrezziamo di conseguenza. L’unico modo in cui trattiamo la fatica è il riposo. Una “cura”, non una “prevenzione”.
Non tutte le fatiche sono uguali.
Esistono diversi tipi di fatica. Senza entrare troppo nel merito e rimanendo grossolani, se pensiamo a quando facciamo attività fisica, ci sono sforzi che ci fanno percepire in maniera graduale l’aumento della fatica, dandoci la possibilità di gestirla o quanto meno di percepirla correttamente, e ci sono attività più “subdole”.
Scrivendo questo mi sono venuti in mente il nuoto e la bicicletta, due attività il cui reale impegno fisico lo si percepisce al termine. Certo, non sto parlando della totalità dello sforzo, però capita diverse volte di pedalare km o nuotare senza un reale senso di fatica e di sentire il corpo sfinito solo quando si finisce di fare attività. Non sto dicendo che non siano attività in cui non si percepisce lo sforzo, tutt’altro, sto dicendo che spesso la fatica del nostro corpo è superiore rispetto a quella che percepiamo mentre facciamo attività.
Sforzo cognitivo e pianificazione
Lo sforzo cognitivo, chiamiamolo così, è più simile a questo tipo di attività, attività in cui il nostro cervello e sistema nervoso riescono a camuffare la fatica fino ad esaurimento. Lavorare ci mette nelle condizioni di accumulare fatica senza averne la corretta percezione. Ecco perché attendere di percepire la fatica e gestirla con il riposo può non essere sufficiente. Bisogna conoscere il nostro potenziale per poterlo gestire anche quando non ci è chiaro lo sforzo.
Questo dovrebbe portare a riflettere su come organizziamo le nostre giornate, su quali attività svolgiamo al mattino, quali al pomeriggio, quali è necessario spezzare, quali facciamo al rientro dalla pausa pranzo. La fatica è uno dei temi che dovremmo considerare nel pianificare le nostre giornate. Spesso definiamo le nostre agende senza dei veri e propri driver, semplicemente incastrando impegni e attività dove c’è spazio. In realtà dovremmo cominciare a pensare alle nostre giornate suddividendole in momenti differenti, con potenziale differente e abbinare le corrette attività.
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