Diceva Michela Murgia che alcune tematiche necessitano di conflitto. Giusto! Dopo un attimo di esitazione mi sono trovato subito d’accordo. Non tutto può essere sempre mediato, ci sono alcuni elementi che, per arrivare ad un punto di incontro, devono prevedere il conflitto. Purché si tratti di tematiche importanti, sulle quali non si può mediare se non tirando in ballo altri temi. Ecco perché è importante anche saper gestire il conflitto e tenerlo sempre distinto dello scontro, dalla lotta, dalla rabbia. Il conflitto non si deve nutrire di sentimenti di rabbia e di guerra ma di coerenza e importanza.
Il conflitto nasce quando ci sono in ballo aspetti importanti, in psicologia il conflitto si genera quando non si riescono a soddisfare obiettivi molto forti ed anche in ambito sociale lo si fa coincidere con uno scontro che si basa sugli ideali.
Ecco perché, in alcuni momenti, è imprescindibile ed ecco perché andrebbe insegnato ed appreso.
Come si gestisce il conflitto?
E’ vero, ci sono scuole, studi, professori che ci insegnano a non sfociare nel conflitto a non portare mai tensioni distruttive all’interno di un gruppo, che sia quello del calcetto del giovedì o quello dell’ufficio. Però ci sono argomenti che vanno affrontati con forza, con conflitto. Non si può mediare sui propri valori senza prima aver generato ed affrontato un conflitto. Quando dico che andrebbe appreso, mi riferisco alla gestione del conflitto, non inteso come tentativo di ridurlo, non con la funzione di mediatore e pacificatore, non con lo scopo di domarlo ma con lo scopo di lasciarlo sfogare, di facilitare l’emersione dei fattori che ci sono alla base. Certo, poi è necessario arrivare ad un punto d’incontro (oppure ci si può dividere…), però è importante che emerga prima tutta la sua forza.
Clima e Conflitto in azienda
Ha ragione Murgia, certe tematiche necessitano del conflitto, necessitano della carica valoriale ed emotiva da cui sorgono, non possono essere semplicemente mediate e ricondotte ad un punto a metà strada, non ci si può fermare all’oggetto, bisogna coinvolgere tutti gli aspetti che sottende, tutti i valori. Dobbiamo riuscire a creare un clima aziendale che consenta alle persone di esprimere dissenso, anche in maniera forte e decisa, perché questo può in realtà determinare un aggiustamento nella rotta presa dalla nostra organizzazione.
Il conflitto solo con coerenza e importanza
Coerenza ed importanza sono i due elementi evidenziati all’inizio di questo post ed è importante che restino il focus. Riuscire a facilitare il conflitto non è facile, richiede preparazione e condivisione di valori relativi alla comunicazione ed alla libertà e necessità di esprimersi. Non basta un corso di poche ore per creare un clima in cui possa emergere il conflitto, serve un lavoro sulla cultura del gruppo, sia aziendale che non. Anche e sopratutto perché il conflitto non deve mai essere la normalità comunicativa, non dobbiamo pensare che ci serva un conflitto quotidiano. Se così fosse non faremmo altro che normalizzarlo, facendo emergere solo i lati deflagranti e non quelli determinanti.
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