Torniamo ad occuparci di un tema estremamente inflazionato. La gestione del tempo, o time management, è uno di quei temi che imperversano da lustri, decenni. La gestione del tempo è una delle competenze più ricercate, di quelle che appassionano i selezionatori. Ed è anche una delle più ostentate. “Capacità di gestire in autonomia il tempo” nei curriculum (*) è secondo solo a “amo leggere e andare al cinema”.
Tutti noi sappiamo fare a gestire il nostro tempo ed ostentiamo raffinate agende che rinnoviamo ogni anno o applicazioni sulle quali condividiamo inviti, riunioni e attività varie ed eventuali.
Quando qualcuno mi approccia chiedendo aiuto per imparare a gestire il proprio tempo, rispondo sempre con una provocazione: ma tu, col tempo che hai, cosa devi farci?
Lo faccio perché il consulente un po’ rude e sfidante piace sempre ed un po’ perché chiarirsi gli obiettivi è la base della gestione del tempo.
La gestione del tempo come identificazione delle priorità.
Lo scorso anno mi ero dato un obiettivo legato alla mia passione per la corsa, un obiettivo semplice ma cui tenevo: volevo correre una mezza maratona sotto le due ore. In più, volevo pubblicare il mio primo romanzo (“Mosaico Criminale”, ed. ClownBianco) e fare tante altre cose, come creare questo sito e riversarvi tutta una serie di esperienze e contenuti. Il tutto, continuando la mia routine. Ad inizio Gennaio ho identificato la gara in cui provare a dare la caccia al tempo. Per tre mesi ho puntato la sveglia alle 5:00 di mattina in modo da avere abbastanza tempo per correre , prima di iniziare con il lavoro. Poi ho pubblicato il romanzo, poi sono andato online con questo sito. E tante altre cose, fa cui leggere 41 libri (lo dico perché fa scena).
Quando ne parlo con gli amici restano sempre colpiti e mi chiedono sempre “ma come fai?”
Ma come fai?
In genere rispondo con una battuta “chiedimi quale è stata l’ultima serie che ho visto in TV”. La risposta è “Il trono di spade”. Ecco perché penso che la gestione del tempo sia anzitutto definizione delle priorità. In questo momento per me sono più importanti altre cose, anche se le serie TV mi appassionano. Definire le priorità porta a delle considerazioni su due dimensioni, due dimensioni che consentono poi di gestire al meglio il proprio tempo, la propria agenda. Si tratta di cosa ci piace e per quanto tempo lo faremo.
Cosa ci piace, cosa ci interessa
Inutile pensare che tutto abbia la stessa importanza, è giusto che identifichiamo degli obiettivi, dei progetti, delle cose che riteniamo centrali. I modi per capire cosa vogliamo fare e cose è importante sono tantissimi, non li affronterò qui. Sappiate solo che si può e si deve anche sbagliare. A me piace correre e fare la mezza maratona sotto le due ore era un obiettivo. Me ne sono accorto dall’impegno che sono stato in grado di metterci che era così importante, altri obiettivi li ho sistematicamente abbandonati. Molto spesso sono partito credendo che un obiettivo fosse importante e poi non sono riuscito ad organizzarmi. Dopo qualche riflessione ho scoperto che quel tema era importante ma forse non così importante, potevo tranquillamente trovargli spazi in altri modi.
Non dobbiamo trovare qualcosa che funzioni per sempre, il nostro tempo è relativo, legato ai nostri obiettivi
A me piace alzarmi presto al mattino e mi piace andare a correre. Ma non riuscirei ad alzarmi alle 5:00 per correre quattro volte la settimana per più di qualche mese. Ormai ho un’età per cui i miei obiettivi possono e devono avere un contesto temporale, contesto durante il quale possono valutare di esprimere il mio massimo sforzo. Mi piace scrivere e lo faccio quasi continuamente. Però, scrivere un libro richiede uno sforzo che non riuscirei a produrre in modo continuativo, a meno di non abbandonare altri momenti della mia vita cui non voglio e non posso rinunciare.
Se partiamo da queste due dimensioni la gestione del tempo assume tutta un’altra prospettiva. Possiamo perseguire obiettivi aziendali, di carriera ma anche extra professionali, di crescita personale e quant’altro. Resta solo da capire quanto sono importanti e quando gestirli.
Se questo contenuto ti ha incuriosito e vuoi approfondirlo, contattami alla mail nbertaccini@gmail.com
(*) momento snobismo, non scrivo curricula perché i lemmi stranieri vengono acquisiti in una forma e non declinati per genere e numero. Quindi, curriculum è stato acquisito al singolare e si usa al singolare, sempre.
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