Nella saga di Harry Potter il preside Albus Silente dice “le parole sono, nella mia non modesta opinione, la nostra massima e inesauribile fonte di magia, in grado sia di infliggere dolore che di alleviarlo”. La stessa parola magica per antonomasia, abracadabra, fra le varie etimologie da cui la si fa risalire, ne ha una che la fa derivare da un termine aramaico che pare significhi “io creerò come parlo”. La parola è da sempre riconosciuta come uno strumento importantissimo per lo sviluppo e l’evoluzione umana. Ricordo una mia insegnante di matematica al liceo che mi disse che per capire la matematica occorre essere bravi in italiano, occorre leggere, occorre sviluppare il proprio dizionario per avere più strumenti possibili per capire.
La comprensione passa dalla parola
E’ importante saper utilizzare la parola. Anche in ambito aziendale è importante utilizzare le giuste parole. Ogni azienda, ogni business ha il proprio linguaggio, un linguaggio fatto di termini che assumono accezioni particolari. Poter sviluppare un progetto significa in primis poterne parlare utilizzando la stessa lingua. Però, quando si affrontano problemi, quando ci si trova davanti alla necessità di sviluppare un qualcosa di nuovo o di individuare una criticità, è importante riuscire a riformulare. La riformulazione ci permette di riscrivere e ripensare i problemi, le domande, le questioni. E dare nuove parole ad un problema significa darne una nuova visione. Spesso trascuriamo l’importanza delle parole, le consideriamo uno strumento accessorio, di quelli che utilizziamo continuamente e che supportano altri strumenti. In realtà il linguaggio è il nostro strumento principe. La maggior parte dei problemi che ci ritroviamo ad affrontare quotidianamente hanno solo bisogno di essere formulati nel modo corretto, hanno solo bisogno che ci prendiamo il tempo per descriverli.
Riformulare è uno strumento manageriale
Il linguaggio tecnico è determinante per comprendersi, per avere basi comuni su cui costruire lo sviluppo e l’evoluzione. Però non deve essere una gabbia. Ci sono problemi che possono essere compresi semplicemente cambiando modo di descriverli. Non ci dobbiamo mai dimenticare che la nostra capacità di comprendere qualcosa parte dalla nostra capacità di descriverla e di definirla. Senza questo non ci sarebbe comprensione.
Questo è il motivo per cui le attività di consulenza dovrebbero sempre partire da ridefinizioni dei problemi e della realtà. La nostra realtà accelerata ci priva del tempo per definire, riformulare e quindi comprendere. Dedicare del tempo alla riformulazione ci concede quel tempo che serve per comprendere meglio la realtà, per dare modo alle nostre funzioni cognitive di attivarsi in tutto il loro potenziale.
In fin dei conti, era la mia insegnate di matematica del liceo (scientifico) a dirmi che la base per poter comprendere la matematica era disporre di un vocabolario sufficiente a descriverla. Anche la matematica ha un suo linguaggio, un suo canone ma per comprenderlo occorre poterlo tradurre, occorre disporre di un linguaggio più ampio.
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