Perdita di significati e di conoscenze
Gestione Aziendale

Perdita di significati e di conoscenze

Al mattino, mentre preparo la colazione, mia figlia maggiore si siede sul divano e legge. Ultimamente ha letto alcuni grandi classici, come “I racconti Natale” e “i ragazzi della via Pal”. Durante queste letture è capitato che si imbattesse in termini non più così frequenti e che mi chiedesse il significato. Spiegare cosa significano le parole è una di quelle attività che mi ha sempre richiesto e che ho sempre trovato divertente e utile.

Letture e concentrazione

Ogni tanto capitano anche termini che non conosco e allora li ricerchiamo assieme. Forse, per essere un bravo genitore, dovrei sempre spingerla a cercare sul dizionario ma ho riflettuto che i tempi sono diversi, rispetto a quando avevo io 13 anni. Adesso i dizionari sono online, quindi l’attività di ricerca vera e propria non è più una competenza, o almeno non lo è come una volta. In più ho ritenuto prioritario lasciare che scorresse senza troppe interruzioni la lettura. Quando la vedo concentrata per un po’ di tempo tendo a preservare questo aspetto. Comunque, non era questo il punto.

Alcune volte mi capita di aver chiaro il significato di una parola ma di far fatica a farglielo capire o di averne una conoscenza limitata, che riesco ad inserirla correttamente in un contesto ma non ne conosco così dettagliatamente i confini semantici. La scorsa mattina mi è capitato due volte consecutive, due termini che non sono riuscito subito a definire con chiarezza ma che sapevo spiegare ed utilizzare.

Perdita di informazioni e significati

Succede quando smettiamo di utilizzare i termini per quel che significano e li usiamo per come li abbiamo utilizzati. Li abbiamo ridotti ad un contesto, una frase specifica e ce ne siamo persi il significato originale.

Ho pensato che questa riflessione è tremendamente trasferibile anche alle nostre conoscenze professionali. Usciamo dai nostri percorsi formativi (scuola, università, altro) che abbiamo uno spettro di conoscenza molto ampio e molto poco contestualizzato. Progressivamente impoveriamo le nostre conoscenze premiando quelle ricorsive e limitandole ad alcuni contesti, privandole del significato assoluto e originale. Certo, ne acquisiamo altre con l’esperienza, questo è innegabile.

Esperienza e mantenimento delle conoscenze

Però spesso l’esperienza non è altro che un filtro fra quello che sappiamo e quello che ci sarà utile in quel contesto, che successivamente approfondiremo.

E’ importante aver presente questo aspetto. Occorre intervenire? Beh, dipende, non ho una risposta univoca. Certo, occorre esserne coscienti e fare in modo che il nostro sapere superficiale non sia mai il driver delle nostre scelte, occorre che ci ricordiamo di essere detentori di ben altri strumenti e informazioni cui possiamo tornare ad attingere liberamente, al bisogno.

Se questo contenuto ti ha incuriosito e vuoi approfondirlo, contattami alla mail nbertaccini@gmail.com

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