Ruoli e compiti non devono coincidere
Gestione Aziendale

Ruoli e compiti non devono coincidere

Ogni attività necessita di una organizzazione. Organizzare un’attività, un business significa immaginare, definire ed ottimizzare dei processi, significa anche immaginare degli attori che si occupino di tali processi. In tutto questo, bisognerebbe rimanere centrati sul contenuto, bisognerebbe definire una forma restando però sempre focalizzati sul contenuto. Occorre pensare che l’organizzazione è sempre al servizio del business, è sempre un modo per renderla esplicita, chiara, trasmissibile, in evoluzione. L’obiettivo del dotarsi di una organizzazione non dovrebbe distaccarsi troppo da questi.

Organizzare male, dimenticando il perché

Purtroppo capita spesso che uno strumento cambi funzione, che dall’essere al servizio di qualcosa diventi un driver che vincoli la nostra attività. Ma su questo aspetto vorrei soffermarmi ed addentrarmi in un altro post. Qui vorrei parlare della tendenza di alcuni imprenditori, dirigenti o manager di sovradimensionare le organizzazioni rendendole inutilmente pachidermiche, compromettendo alcuni degli obiettivi primari di una struttura. Una delle tendenze più tossiche che ho visto è la tendenza a creare ruoli e funzioni sempre più ridotte, pur di poter assegnare un titolo, una funzione da poter scrivere sul biglietto da visita.

Compiti e ruoli che si sovrappongono

Ho visto organizzazioni in cui venivano protocollati ruoli e mansioni estrapolandole dal reale senso organizzativo. Aziende in cui i compiti si sovrapponevano ai ruoli, creando una miriade di titoli, ovviamente per lo più in lingua inglese.

Il tutto fatto come espediente per motivare i collaboratori. Si pensa che dare un titolo ad una posizione, rendendo unica una mansione, si motivi la persona, che si percepisca l’unicità e la responsabilità. In realtà non c’è bisogno di sovradimensionare una struttura per motivare i propri dipendenti. Non serve inventarsi job title per coinvolgere i collaboratori, per farli sentire funzionali. La motivazione ha tutt’altri percorsi e leve. Questo approccio è nocivo e rischia solo di ingessare una struttura, togliendo autonomie e libertà ai dipendenti e collaboratori.

Tornare allo scopo originale

L’organizzazione ha il compito di descrivere e supportare l’attività, dando risorse nel momento in cui ci sono criticità da gestire, non può essere relegata ad uno strumento motivazionale, da attivare per generare ruoli con cui gratificare i propri collaboratori. Quando decidiamo di occuparci dell’organizzazione della nostra attività (quotidianamente?) dobbiamo avere ben chiaro quello che dobbiamo ottenere dalla struttura e non forzarla senza che il business ne tragga beneficio. L’organizzazione di una struttura non è un organigramma statico in cui cercare il proprio ruolo ma è uno strumento flessibile su cui interrogarsi quotidianamente.

Se questo contenuto ti ha incuriosito e vuoi approfondirlo, contattami alla mail nbertaccini@gmail.com

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