Mi sono reso conto che alla mia età, quando una cosa non la so, non la conosco, preferisco studiarla invece che farmela spiegare. Preferisco cercarmi articoli o testi che ne parlino e provare ad approfondirla da solo. Mi sono interrogato e faccio risalire questa mia tendenza a diversi aspetti. In primis, ho un’età per cui fatico ad accettare spiegazioni in generale, deve proprio esserci tanta empatia per portarmi ad ascoltare una spiegazione di qualcosa che non so. Non è solo una conseguenza del mio essere ormai poco incline alle spiegazioni, la comunicazione in generale è diventata uno sfoggio di saperi e trovare qualcuno che spieghi senza eccessi non è banale. C’è anche il fattore credibilità: ascolto sempre grandi campioni che parlano delle mie passioni, runner, pugili, scrittori, giornalisti o quant’altro perché a loro riconosco uno status, gli attribuisco conoscenze e competenze tali da potermi insegnare delle cose. Penso anche di avere sviluppato gli strumenti per andare incontro ad eventuali limiti didattici. In questi casi accetto di dover fare uno sforzo di comprensione e di comunicazione perché riconosco esperienze e conoscenze a chi mi sta parlando.
Studiare è più nelle mie corde
Però mi sono reso conto che il più delle volte preferisco studiare. O meglio, documentarmi. Mi offre maggiori garanzie. Posso confrontare diversi testi, diversi articoli, posso soffermarmi sugli aspetti che mi sono più ostici, posso concentrarmi su un micro aspetto senza dovermi sorbire tutto lo scibile sul tema. Ovvio, questo espone al rischio di imbattersi in materiale non confermato, non valido, potrei finire per studiare fake news o comunque materiale fazioso. Però può succedere se voglio documentarmi circa qualcosa di particolarmente caldo e saliente, il materiale non valido, riassumiamolo così, spopola laddove c’è curiosità generale, dove ci sono i numeri. Se rimango affascinato dalla filosofia giapponese, per capirci, non credo troverò materiale fake, o almeno sarò in grado di identificarlo senza problemi. Al massimo posso imbattermi in un testo eccessivamente narrativo, troppo pieno di forzature.
In più, un testo scritto si adatta ai miei tempi, ai miei ritmi e mi permette riflessioni mentre leggo.
Sapere cosa preferiamo per aiutarci nella crescita
Però la formazione, imparare da qualcuno, offre opportunità superiori. Intanto ci mette in contatto con chi detiene una conoscenza e ce ne illustra una parte, avendo comunque la possibilità di approfondire con nostre domande o informazioni.
Ovviamente, su questo tema non c’è una ricetta, l’unica cosa è avere le idee chiare su quello che ci serve, su quello che vogliamo approfondire. Mettere chiaramente a fuoco la nostra curiosità ci permette di comprendere meglio quale canale informativo o formativo sia più adatto a quello che vogliamo sapere. Non è solo un discorso riconducibile all’argomento, si tratta di concentrarsi e mettere in evidenza la nostra domanda, circoscriverla. Questa è la base per ottimizzare la scelta e l’accesso alle diverse modalità e risorse.
Se questo contenuto ti ha incuriosito e vuoi approfondirlo, contattami alla mail nbertaccini@gmail.com
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