Stili di leadership. La leadership propositiva.
Gestione Aziendale

Stili di leadership. La leadership propositiva.

Stili di leadership

Il tema è uno di quelli che occupano testi e corsi da decenni. Dopo alcuni tentativi goffi e limitati di individuare un modello unico di leadership, parlare di stili, differenziare gli approcci è stata la cifra stilistica che ha accomunato tutti i percorsi.

Ci sono stili di leadership che si rifanno a condottieri del passato, che replicano dinamiche di gruppi più o meno organizzati di animali, che attingono ad inglesismi come fossero tematiche di marketing.

Sono tutti validi, tutti interessanti. L’aspetto critico è che bisognerebbe poterli studiare, comprendere e poi capire quale si adatta meglio alle nostre caratteristiche ed alla nostra organizzazione.

Spesso veniamo affascinati, più che convinti.

Non credo ci sia un unico stile di leadership che valga più di altri, neppure un unico modello da cui poi si diramano diversi stili.

Stili di leadership, adattarsi a capacità e contesto.

Studiare l’evoluzione della bibliografia riguardante il tema è molto interessante, è veramente influenzata da meccanismi sociali molto ampi. È uno di quei temi che fortemente risente del momento storico in cui viene declinato.

Abbiamo avuto diverse fasi, diverse evoluzioni. C’è voluto tempo per liberarsi da elementi di machismo inevitabili. Il leader è sempre stato l’uomo forte, il condottiero, quello in grado di far dare qualcosa in più.

Fortunatamente adesso non è più così, la nostra società si è evoluta, o almeno afferma di essersi evoluta, e si può ampliare il ragionamento anche sull’essere leader.

Io penso che, come suggerito anche in altri articoli, sia necessario prima accettare la realtà in cui si è e poi provare a cambiarla.

Quindi, prima di tutto è necessario capire quali sono i nostri punti di forza, quali sono le nostre caratteristiche che piacciono ai nostri collaboratori e da lì provare a costruire il nostro stile di leadership.

Se siamo persone calme, votate all’ascolto, di quelle che magari fuggono gli scontri sarà poco proficuo provare a centrare il nostro stile di leadership su una gestione forte, militaresca, altamente direttiva e con un forte controllo.

Costruire la propria leadership partendo dall’analisi.

All’inizio del mio percorso professionale mi sono imbattuto in un’intervista di Julio Velasco in cui spiegava che il suo stile di leadership, ai tempi della nazionale che vinceva tutto (1989 – 1996), era quello di centrare sulla sua persona tutte le tensioni del gruppo.

Diceva, in un passaggio, che il suo scopo era di farsi “odiare” in modo che questo cementasse il gruppo, un gruppo che altrimenti rischiava di disgregarsi sotto l’ego dei fenomeni che lo componevano.

 Questo ha evidentemente pagato importanti dividendi ma è uno schema difficilmente replicabile.

Ecco uno degli elementi chiave degli stili di leadership: devono essere contestualizzati.

Un temporary manager potrà avere uno stile che non è adatto a chi deve costruire un percorso professionale più lungo in una realtà.

Ognuno di noi dovrebbe aver chiari i propri punti di forza e con questi capire quali stili di leadership tenere in faretra, quali poter utilizzare in base al momento, al progetto, in base a tutti gli elementi di contorno e contesto.

Leadership propostiva

Fra tutti gli stili di cui potete trovare ampia bibliografia, voglio proporne uno: la leadership propositiva.

In psicoterapia terapista e pazienta definiscono un setting preciso, un contesto definito ed un obiettivo quanto più possibile chiaro. Terapista e paziente definiscono un contratto psicologico. Stabilito questo, durante la terapia il terapeuta propone, non impone. Il suo compito è proporre.

Il terapista non è un medico, non ascolta i sintomi per formulare una diagnosi e quindi prescrivere una terapia. Ascolta il paziente, mette e fuoco i sintomi per abbozzare una diagnosi.

Ma poi inizia il lavoro con il paziente, non è un farmaco o una consulenza a determinare la cura. È il lavoro che il paziente accetta di fare.

Il terapeuta suggerisce, propone ed il pazienta accetta, sceglie, percorre. L’abilità del terapeuta è quella di essere propositivo, di costruire diversi percorsi che possono condurre alla guarigione.

Si può convertire tutto questo in una strategia di leadership? Io sono convinto di sì, sono convinto che imprenditori e manager con determinate caratteristiche dovrebbero lavorare e sviluppare questo tipo di leadership, una guida fatta di proposte e di ascolto.

Una guida che necessariamente coinvolge e che parte dall’ascolto e si basa sull’ascolto. Forse non è la più facile da implementare ma è quella che potrà permettervi di conoscere meglio il potenziale del vostro gruppo di lavoro e di sfruttarlo al meglio.

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